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<table width="100%" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0">
<tr>
<td width="84%" height="769" valign="top">
<h2>La suite OpenOffice.org alla conquista di MS Windows ®</h2>
<h3>Gli utenti finali del sistema operativo di casa Microsoft stanno prestando
sempre maggiore attenzione al Free Software e le nostre applicazioni sembrano
possedere le caratteristiche giuste per avere successo anche su questo
mercato.</h3>
<p>Uno dei maggiori equivoci oggi esistenti nel mondo del <i>Free Software</i> (da non confondere con il gratuito, ma proprietario <i>freeware</i>) è
l'identificazione di questa tipologia di applicazioni con il sistema operativo
denominato GNU/Linux. L'utente medio e anche qualche giornalista continuano a
credere che per poter usufruire della libertà e della velocità di
sviluppo garantite dal Free Software si debba necessariamente abbandonare la
piattaforma MS Windows in favore di un ambiente completamente nuovo e a volte
più «tecnico» come spesso è considerato GNU/Linux.</p>
<p>Sebbene sia fondamentalmente corretto che GNU/Linux possa fornire il massimo
grado di libertà tanto per il sistema operativo, quanto per le
applicazioni di uso quotidiano, non è altrettanto vero che coloro che per necessità o per scelta continuano a utilizzare MS Windows
debbano fare a meno del Free Software.</p>
<p>Al contrario, proprio nel corso del 2002 si sono avuti gli annunci di Free
Software multi-piattaforma che stanno riscuotendo un notevole successo. Tra
questi, sicuramente OpenOffice.org ha una parte di assoluto rilievo.</p>
<p>Traendo i dati solo dalle statistiche di download dei mirrors italiani
<a href="http://openoffice.e4a.it/">http://openoffice.e4a.it/</a> e
<a href="ftp://ftp.linux.it/pub/mirrors/openoffice/">ftp://ftp.linux.it/pub/mirrors/openoffice/</a>
(a livello internazionale i mirrors OpenOffice.org sono attualmente 68, ma
aumentano costantemente)
riferibili alla versione localizzata in italiano di OpenOffice.org 1.0.1,
possiamo già rilevare alcune interessanti considerazioni almeno a
proposito della realtà esistente nel nostro paese:</p>
<div align="center">
<p><i>(Dati relativi al periodo 1 Agosto 2002 - 17 Settembre
2002)</i></p></div>
<table width="60%" border="1" align="center">
<tr>
<td class="it_nav">Sistema Operativo</td>
<td class="it_nav">Numero Downloads del file d'installazione<br>
(escluso codice sorgente)</td>
<td class="it_nav">% sul Totale</td>
</tr>
<tr>
<td class="tableF0">MS Windows</td>
<td class="tableF0" align="center">13.112</td>
<td class="tableF0" align="center">77,58</td>
</tr>
<tr>
<td class="tableF0">Linux (Intel)</td>
<td align="center" class="tableF0">3.789</td>
<td align="center" class="tableF0">22,42</td>
</tr>
<tr>
<td class="alt4">Totale</td>
<td class="alt4" align="center">16.901</td>
<td class="alt4" align="center">100</td>
</tr>
</table>
<p>Appare immediatamente evidente come gli utenti Microsoft siano oltremodo
entusiasti della disponibilità di un'alternativa valida e libera alle
suite per l'ufficio proprietarie che dominano attualmente il mercato.</p>
<p>In aggiunta, le cifre indicate devono essere interpretate alla luce delle
libertà garantite dalle licenze di OpenOffice.org (<a href="http://www.openoffice.org/licenses/sissl_license.html">SISSL</a> e <a href="http://www.openoffice.org/licenses/lgpl_license.html">GNU LGPL</a>), in
particolar modo la libera distribuzione gratuita e commerciale e la
libera modifica del software. Una sola copia di OpenOffice.org scaricata da un qualunque server, può essere installata
liberamente e senza costi aggiuntivi su un numero praticamente illimitato di PC
oppure ridistribuita attraverso i normali canali quali i negozi di informatica,
i produttori OEM di personal computer, le riviste specializzate, etc. Inoltre,
sia le aziende di consulenza informatica sia gli sviluppatori indipendenti
possono apportare modifiche ad hoc grazie alla disponibilità del codice
sorgente per la ridistribuzione ai propri clienti che non possono essere
identificati e catalogati in modo preciso attraverso le statistiche ufficiali
dei downloads, ma che contribuiscono in maniera enorme alla diffusione del
prodotto.</p>
<p>In un contesto di questo genere, è scontato chiedersi quale sia la
ragione principale che spinga gli utenti ad utilizzare OpenOffice.org su MS
Windows invece del classico MS Office. A prima vista, si potrebbe pensare
alla gratuità delle applicazioni OpenOffice.org, ma bisogna tener conto
che questo elemento non è vero di principio, in quanto alcuni
distributori impongono il pagamento di una cifra variabile da pochi a diverse
decine di euro e le aziende che desiderano un supporto tecnico oppure didattico
per le postazioni dotate di queste applicazioni devono sempre mettere in
preventivo i costi necessari a tali attività.</p>
<p>Scavando più a fondo, ci si rende conto che Openoffice.org consente di
introdurre un nuovo elemento nel processo di scelta del materiale informatico
da parte dell'utente privato o aziendale che sia: cioè l'indifferenza
dell'applicazione verso il sistema operativo che si andrà ad utilizzare.
Sul piano di un confronto tra OpenOffice.org e i concorrenti proprietari su
piattaforma MS Windows, la garanzia di equivalenza di funzioni, se non proprio
identità, e la compatibilità con i formati più diffusi che
questo Free Software offre rassicura l'utente finale sulla bontà della
propria scelta. Allo stesso tempo, l'esistenza di un'applicazione che abbia le
medesime funzioni e che utilizzi un formato dati libero su sistemi operativi
differenti, permette una valutazione a cuor leggero della possibilità di
passaggio a GNU/Linux o a qualunque altro sistema operativo supportato che soddisfi le
esigenze dell'utente.</p>
<p>Quest'analisi non è solo pura teoria, ma può essere già
verificata ora, grazie all'esistenza di StarOffice, la Suite proprietaria di Sun
Microsystem che essendo basata sullo stesso codice di OpenOffice.org ne
condivide in massima parte le caratteristiche, formato dei documenti compreso.
Gli utenti possono già ora confrontare le proprie necessità con i
prodotti offerti da OpenOffice.org e Sun Microsystem senza dover aggiungere
nella valutazione dei pro e dei contro anche il timore di una conversione dei
propri documenti nel nuovo formato o il lasso di tempo necessario per
comprendere il funzionamento di un nuovo sistema operativo. Con entrambi i
software, il funzionamento sarà identico ovunque lo si utilizzi e si
dovrà solo verificare se le proprie esigenze (di prezzo, di funzioni, di
supporto) sono soddisfatte dall'una piuttosto che dall'altra applicazione.</p>
<p>Per esempio, un'azienda che voglia tentare la migrazione della propria base informatica verso GNU/Linux, ma non si senta sicura del supporto offerto da OpenOffice.org potrà inizialmente rivolgersi a StarOffice e in un secondo tempo, nel caso in cui si voglia valutare appieno il vantaggio di una piattaforma completamente Free Software, passare a OpenOffice.org. Lo stesso passaggio può avvenire in senso inverso e in maniera completamente indolore.</p>
<p>Allo stesso tempo, un utente privato che si ritenga al momento pienamente soddisfatto dal sistema operativo MS Windows, può tranquillamente adottare OpenOffice.org per valutare il Free Software e successivamente decidere di passare a GNU/Linux. Fossero anche mutate le necessità che lo avevano portato ad adottare OpenOffice.org come applicazione primaria, rimarrebbe comunque aperta la strada StarOffice. Il tutto, senza che nella sua valutazione siano intervenute considerazioni imposte dal produttore del software, quali per esempio un repentino cambio del formato dei documenti.</p>
<p>E' proprio nel formato XML libero e ampiamente documentato che OpenOffice.org ha il proprio punto di forza. Con tale formato, non solo non si corre il rischio di rimanere vincolati ad un'unico fornitore software in quanto qualunque programmatore potrebbere creare dei semplici script per l'interpretazione delle definizioni dei documenti OpenOffice.org, ma allo stesso tempo i documenti diventano facilmente manipolabili e trasferibili ad altre applicazione che supportano XML.</p>
<p>L'approccio appena mostrato per la liberazione degli utenti MS Windows da elementi imposti dall'esterno nella scelta del software non è peculiare del solo progetto OpenOffice.org, ma si
sta diffondendo velocemente nel mondo del Free Software. Per esempio il browser
<a href="http://www.mozilla.org/">Mozilla</a> è ormai pienamente
funzionale su tutte le piattaforme supportate e perciò nuovamente
concorrenziale nei confronti di MS Internet Explorer e delle applicazioni
collegate. I motori di database <a href="http://www.mysql.org/">MySQL</a> e
<a href="http://www.pgsql.com/">PostgreSQL</a> hanno già o avranno presto
una versione MS Windows perfettamente funzionante, così come il server
web <a href="http://www.apache.org/">Apache</a> o il client di posta elettronica <a
href="http://claws-w32.sourceforge.net/">Sylpheed-Claws</a>, meravigliosamente
integrato con il sistema di crittografia elettronica <a
href="http://www.gnupg.org/">GnuPG</a>.</p>
<p>La grande diffusione che OpenOffice.org sta avendo tra gli utenti di MS
Windows può perciò essere vista come un bene effetivamente
necessario, non solo per gli utenti di GNU/Linux o del Free Software in genere,
ma pure per coloro che continueranno a preferire il software proprietario. Le
grandi case produttrici non potranno più dormire sonni tranquilli basando
i propri bilanci sulla persistenza dello status quo, ma dovranno tornare a
lottare sul piano delle caratteristiche e della sicurezza, con grande
soddisfazione dei propri utenti.</p>
<p><i>Gianluca Turconi</i></p></td>
</tr></table>